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INTERVISTA A LUCA NAPOLITANO


- ‘Ci whatsappiamo’ è il tuo ultimo singolo. È un po’ l’inno nazionale di questa generazione 2.0, che si sente più a suo agio nel virtuale, scansando la vita reale. La tecnologia ha compromesso, secondo te, i rapporti umani? 
Sono del parere che nella tecnologia ci sia del buono, come ovvio, se usata correttamente. I social in particolar modo, hanno aperto una nuova frontiera per la comunicazione. Il problema è l’abuso (non l’uso), come per ogni cosa. Emerge sempre più spesso dalle pagine di cronaca, uno degli aspetti drammatici dei social: il bullismo virtuale. Mi rammarica molto quanto accade. La tecnologia ha dato l’opportunità di accorciare le distanze con un click. Ma il problema rimane, come ho già detto, e riguarda l’utilizzo che si fa della virtualità. La dipendenza che può creare se non si gestisce con il giusto distacco. Apparire è una cosa, essere un’altra. L’autenticità non passa certo per un filtro. Non credo serva presentarsi diversi da come si è, grazie all’aiuto di Photoshop… 
- Perché tanta gente “vive la vita solo a testa in giù”, come canti nel tuo pezzo? 
Vivere a testa in giù significa guardare la realtà in modo rovesciato, il che a volte può essere anche un bene. Estraniarsi dalla massa, e quindi crearsi un proprio mondo in cui vivere relazioni sociali/virtuali.
- Tu invece che uso fai dello smartphone e dei social network? 
Ne faccio un uso normale, sia per lavoro che in veste privata. Lo smartphone ci aiuta, ci facilita la vita, ma non bisogna considerarlo indispensabile. Questo è un mondo in continua evoluzione che sto ancora esplorando. Per questo, scrivere “Ci whatsappiamo“, per me ha significato scoprire, più che capire, le App del mondo social.
- Il tema del tuo ultimo singolo è molto attuale, vuoi anticiparci qualcos’altro del nuovo album in lavorazione? 
L’album è ancora in lavorazione, ed uscirà nel 2017. Contiene un parte della mia vita relativa a questi ultimi quattro anni. C’è un vero e proprio percorso interiore, artistico, musicale e, aggiungerei, anche umano, che ho cercato di raccontare nei nuovi brani. Ci troverete, almeno spero, una diversa maturità. Uno stadio raggiunto dopo tanto silenzio e riflessione, che rappresenta un Luca più sicuro, critico e consapevole di sè, di quello che fa, e del perché lo fa. Tutto parte da qui… 
- Quindi presto partirà anche un nuovo tour? Sì certo, ma sicuramente nei prossimi mesi, quando sarà pronto l’album.
- Quanto ti senti cresciuto rispetto al passato, in questa tua ultima fatica artistica? 
Tantissimo, perché, come dicevo prima, oggi sono consapevole della mia arte, del mio mondo interiore e della forza che la musica genera in esso. Chi mi ascolterà avvertirà tutto ciò nelle nuove canzoni.
- Sei molto seguito sui social, in particolare su Facebook, rispetto a Twitter e Instagram. Perché cosi tanta differenza nella cura dei tuoi social network? 
Beh credo che dipenda da diversi fattori fra i quali: dedizione, passione e tempo. Sui social sono molto orso! Data anche la mia timidezza di base, che molto spesso torna a galla e mi inibisce. Poi, credo che ognuno di noi abbia una propria strada comunicativa nella quale ci si può, più o meno, rispecchiare.
- Nel 2008 la finale di Amici è stata indimenticabile: testa a testa con Alessandra Amoroso e Valerio Scanu, tre grandi talenti. Cosa ti è mancato per salire sul gradino più alto del podio? Come sempre, dalle esperienze si impara. E si cresce. Per me Amici ha significato questo: crescita umana e artistica. Credo che sia la vittoria più grande per ogni partecipante a un talent. La scuola di Amici di Maria de Filippi mi ha dato l’opportunità più grande, ossia poter condividere la mia passione e la mia musica con milioni di italiani. Il vero podio lo si conquista vivendo la vita e ciò che essa ti riserva giorno dopo giorno.
- Oggi è possibile essere notati da qualche discografico, senza partecipare a un Talent, o avere fortuna solo grazie a Youtube? Assolutamente sì, credo che oggi la forza dei social e del web sia tanta, ma non dimentichiamoci che serve soprattutto l’esperienza, la competenza e tanto studio. Cose che prima o poi tutti i discografici notano. YouTube è una grande vetrina, ma a volte accelera la visibilità e non sempre è una garanzia di successo, per chi vuole intraprendere questa carriera.

Fonte:Pinkitalia

LUCA NAPOLITANO AL PREMIO MIA MARTINI 2016

La 22ª edizione del Premio Mia Martini torna ancora una volta a illuminare Bagnara Calabra, splendida perla della Costa Viola oltre che luogo natio dell’indimenticabile artista. Dal 20 al 22 ottobre 2016, ogni sera alle ore 21:00 presso il Palatenda di Piazza Municipio, si svolgeranno le tre serate del prestigioso evento che vedrà come padrona di casa la brava e impeccabile Veronica Maya, affiancata da Domenico Milani ed Elena Morali. Oltre agli artisti in gara nelle varie sezioni (Nuove Proposte per l’Europa, Una voce per Mimì, Etnosong), il palcoscenico del Premio Mia Martini si popolerà di big della canzone italiana e internazionale. Sono attesi ospiti di grande richiamo come Amedeo Minghi, che quest’anno celebra i suoi 50 anni di carriera; Gaetano Curreri, leader dello storico gruppo degli Stadio; Roberto Vecchioni, il cantautore “professore” della canzone italiana. A questi si aggiungeranno giovani leve come Chiara Dello Iacovo (seconda classificata nelle “Nuove Proposte” all’ultimo Festival di Sanremo), Tanya Borgese, Fabio Curto, Luca Napolitano e ancora Walter Cordopatri, Santino Cardamore, il tenore venezuelano Ghaleb. Tante le maestranze a servizio della rinomata manifestazione, tra cui il valoroso scenografo Mario Carlo Garrambone; la direzione artistica è curata da Franco Fasano, nome autorevole del panorama musicale italiano; la regia è nelle sapienti mani di Nino Romeo. L’evento, organizzato dall’Associazione “Cultura e Spettacolo” di Bagnara Calabra, ha come media partner LA C canale 19 e Radio Medua (che trasmetterà in diretta mondiale le tre serate) e rientra nei progetti finanziati dalla Regione Calabria, con il patrocinio della provincia di Reggio Calabria e dal Comune di Bagnara Calabra.