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INTERVISTA A LUCA

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“Fino a tre”, il quarto e nuovo album di Luca Napolitano, Un artista semplice ed alla mano che abbiamo avuto modo di avvicinare nel corso della prima tappa del Festival Show, a Prato della Valle (PD). Da segnalare, il duetto del giovane cantautore con la nuova rivelazione svizzera della musica pop-country TINKABELLE. L’album “Fino a Tre” (prodotto da Nicolò Fragile per Warner Music) oltre a mostrare la crescita artistica di Luca come autore, interprete e musicista, ma ecco ora, l’intervista gentilmente concessa dall’artista…


La musica, sia per attitudine personale naturale che per discendenza generazionale è parte di te; tutti i tuoi famigliari infatti, a diversi livelli, sono… intonati, meno mamma, l’unica “campana” (stonata)…
Salve a tutti! Sì, devo dire che nella mia famiglia, la maggior parte dei componenti della stessa potrebbero essere aspiranti cantanti, nel senso che hanno tutti una musicalità, sono appassionati di musica; però nessuno ha preso la strada definitiva che poi ti fa accedere a quella professionale. Io sono stato uno dei fortunati che è riuscito a realizzare un sogno, perché ho sempre creduto nella musica cosicché la strada della mia vita a 21 anni, s’è divisa, tra l’università e quella legata al mondo discografico.

Dovessi stilare una sorta di scheda per farti conoscere a livello personale (pregi, difetti, valori compresi…), quale sarebbe?
Una scheda personale non sarei in grado di farla perché ho tanti difetti…

Avrai pure qualche pregio…
Io, credo di avere pochi pregi, comunque, posso dire che sono una persona che si dimentica tante volte le date (gli appuntamenti, i compleanni, ecc…) che vive nel proprio mondo e, quindi, spesso fa delle brutte figure con gli amici e con i parenti; anche se poi, alla fine, le persone che ti vogliono bene, capiscono. A livello di valori, credo tantissimo nell’amicizia, nell’amore, nella famiglia che ritengo siano quelli fondamentali, i più importanti.

Suoni da autodidatta il sax ed il pianoforte. Scelta quanto rivelatasi utile nella tua professione?
Sì, devo dire che per chi vuole fare musica, cantare, è importante suonare e scrivere; comunque è fondamentale conoscere la musica a 360°. Avrei tanto voluto studiare e, magari pure diplomarmi, però il tempo da dedicare alla musica, prima d’ora non c’è stato; quindi ho dovuto fare tutto da me, da autodidatta. Però qualora potrò, riprenderò sicuramente a studiare.

A livello artistico, t’affermi con il terzo posto ad “Amici” (8° edizione). Ancor più grazie alla tua discografia, già piuttosto ricca. Quattro album (alcuni dischi d’oro) varie prestigiose collaborazioni. L’inizio è molto promettente…
Ssssi… – affermazione… stiracchiata da Luca, quasi a sottolineare che i passi si fanno un po’ alla volta, senza montarsi la testa – (ndr) L’inizio è promettente ma io non volgo mai lo sguardo a quello che ho fatto, non guardo mai indietro. Cerco sempre di godermi quello che ho, il presente e, poi, ciò che faccio, lo eseguo indipendentemente da quello che farò o da quello che ho fatto. Quindi sono per il “Carpe Diem” dopodichè, quello che sto facendo lo opero con amore e con tutta la passione; è il mio lavoro e lo amo più di ogni altra cosa al mondo.

Cosa rappresenta per te l’ultimo “fresco” lavoro “Fino a tre”? Dopodichè illustracene caratteristiche e messaggio principali…
“Fino a tre” rappresenta per me la realizzazione, la nascita di un quarto figlioletto, no?! Perché per i cantanti come per gli artisti, più in generale, credo che realizzare dei dischi sia come fare dei figli. E nel disco trasferisco una parte della mia vita, racconto quello che mi è accaduto in questi ultimi anni, in questi ultimi momenti. E’ ovvio che credo (e spero) che il lavoro rappresenti una crescita, poiché in esso racconto questi tre anni di varie esperienze che ho vissuto.

Oltre all’equazione (come l’hai definita) “Necessaria e sufficiente” con E. Bennato, nell’album c’è “Cosa sei per me”, in ricordo di Alex Baroni. Com’è nata l’idea? 
Non era un’idea, in realtà è stato il mio produttore, Nicolò Fragile, che, saputo che ero un appassionato di Alex Baroni s’è ricordato d’avere un brano quello più importante, tra l’altro, nell’ultimo cassetto, quello della musica. Egli m’ha fatto ascoltare questo pezzo che sentendolo, m’ha emozionato e commosso, decidendo così di mettermelo a disposizione e, quindi, di potermelo far cantare. Io l’ho proposto poi alla Casa discografica, cui è piaciuto (a me piaceva pure tantissimo) e così ho avuto il piacere e, credo, l’onore, di poter cantare un brano che aveva cantato Alex.

Nel disco duetti con TinkaBelle, voce pop-country, già disco d’oro con l’album “Highway”. Com’è nata la collaborazione e quali sensazioni t’ha dato duettare con un’artista come lei?
La sensazione è stata strana, perché lei, essendo una ragazza ed artista svizzera, mi sta facendo conoscere tutto un nuovo mondo e questo mondo non è tanto vicino all’Italia, è un po’ diverso. Poi mi sta facendo avvicinare alla Svizzera, alla Germania ed all’Austria quindi è importantissimo. Dopodichè lei è pure carina e molto-molto brava. Di certo è un onore per me andare lì ad esibirmi ed a farmi conoscere; tra l’altro, il 24 giugno scorso è uscita una sorta di compilation in Svizzera dove si possono ascoltare delle canzoni che ho scritto in questi quattro album.

Hai avuto modo d’interagire con diversi colleghi come: D’Alessio, Frankie Hi-NRG, Edoardo Bennato, le stesse Federica Camba e TinkaBelle. Chi ti manca nell’ipotetico “Palmares”?
Sorriso di Luca che poi replica come segue: Un giornalista ha detto: “Ti ha scritto un disco Gigi D’Alessio, adesso te lo scrive Edoardo Bennato, il prossimo album ti scriverà un pezzo Pino Daniele”. Nello specifico della domanda, non so… nel senso che io non è che punto a qualcuno, in realtà, quando capita, quando ritengo che qualcuno ti dia un brano, un pezzo della sua vita, con affetto, con piacere, è la cosa più bella del mondo.
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Che genere di musica prediligi e quali sono i tuoi artisti di riferimento?
La musica che amo di più al mondo è quella ‘Pop’, che è quella poi con cui sono cresciuto. Poi è ovvio che da piccolo, essendo campano, napoletano (Luca, 5 maggio 1986, è però nativo di Avellino, ndr) ho ascoltato soprattutto musica classica napoletana che poi è quella che tuttora mi fa emozionare al top. Però ho sempre cercato di ammirare tutti gli artisti a 360°, cercando di studiare (ed imparare) da tutti.

Sei protagonista nel film “A sud di NY” (dove sei Marco, un musicista che vuole approdare al mondo delle sette note. Sogno da condividere con Carmelina). Solo una parentesi o espressione creativa per un artista di ampie vedute?
Spero che non sia solo una digressione; in questa parentesi (tra parentesi) mi sono molto divertito e, quindi, è stata un’esperienza bellissima. Comporre le colonne sonore non è stato facile, così come recitare; per cui fare tutte e due le cose con piacere, di certo m’ha dato tanto e fatto crescere.

Hai già avuto modo di calcare i palcoscenici televisivi e “live”. Quali sensazioni ne hai ricavato nei due casi?
Sensazioni? Di sicuro tantissime emozioni e, poi, essendo una persona timida, trovarsi di fronte a migliaia di persone non è facile. Quindi, sicuramente, le sensazioni ed emozioni che ho provato, sono quelle che mi permettono ad esempio stasera di salire su questo palco. Perché l’emozione e la paura sono tante.

Tra i tuoi obiettivi c’è “Sanremo”. Giusto sia quello il palco per un giovane da poco uscito dai talent-show? 
Credo che “Sanremo” sia il palcoscenico più importante della musica italiana e forse anche un po’ di quella internazionale. E’ un palcoscenico sul quale tutti gli artisti vorrebbero di certo salirci, no?! E, quindi, credo che la presenza dei “Talent” al Festival, sia stato comunque un qualcosa di positivo. Se solo pensi alla vittoria di Marco Carta, di Valerio Scanu, di Marco Mengoni, di Emma Marrone, Alessandra Amoroso (che per ora però ha “solo” duettato con Scanu, nella serata dei duetti, ndr)… Comunque ci sono delle persone che credo abbiano fatto una grande esibizione, un grande effetto al pubblico.

Da “A sud di NY”: A proposito di “Perché non ha senso vivere se non sai puntare in alto”. Che ne pensi di “calciopoli, scommessopoli, vallettopoli, ricattopoli”, ove l’obiettivo è giungere ad un certo traguardo, attraverso slealtà, scorciatoie, assenza di sacrificio, meritocrazia e spirito decoubertiano?
Bella domanda! Parto dalla canzone “A sud di New York” ove si cita appunto: “…Non ha senso vivere se non sai puntare in alto”. Credo che puntare in alto significhi avere degli obiettivi nella vita e, quando raggiungi un obiettivo, l’importante è averne sempre pronto un altro. Perché la vita non è tanto facile. Riguardo alla seconda parte della domanda, credo che, in questo momento, l’unica cosa che finisce sui giornali di positivo, terminando per “opoli”, sia il monopoli: poi il resto è tutto un qualcosa di negativo. Spero ci sia sempre meno questa tendenza e presenza degli “opoli” in televisione.

Sesso e amore, di pari passo o meno? Dopodichè, dovessi definire l’amore sarebbe: “Eterno finché dura”, “il sentimento che fa girare il mondo”, “le palle”, “un’utopia”, “un inganno” o che altro?
L’amore “è il sentimento che fa girare il mondo”, sicuramente. Se solo pensi che la maggior parte delle guerre al mondo sono scoppiate per questo sentimento tra un uomo ed una donna o di una donna nei confronti di un uomo… Quanto alla prima parte della domanda, ovviamente non c’è sesso senza amore e viceversa.

Cosa ne pensi dello scambio di ruoli, sempre più frequente, tra politici e comici?
Credo si sia creato un bel po’ di casino, di caos, in questa società. Quindi dovrebbero fare chiarezza tra chi fa spettacolo, chi politica, chi televisione, e chi fa tante altre cose.
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L’inizio Millennio s’è aperto all’insegna di drammi e terrori globalizzati, la stessa società (giovani in primis) si vede spesso confusa ed infelice, al cospetto di un mondo difficile da decifrare. Come se ne esce?
…Credo che la società abbia continuamente delle notizie, delle informazioni che scombussolano un po’ tutti e, quindi, è normale che delle persone, soprattutto i giovani, vengano un po’ sbizzarriti, confusi da quello che vedono in televisione o leggono sui giornali e da ciò che vivono anche di persona. Credo però che i giovani non siano totalmente confusi; io faccio parte di loro, sono giovane come loro, ma ragiono con la mia testa e non con quella degli altri.

Un SI e un NO a…
Sì al preservativo! No alla droga!

Un grazie invece…
(Sorriso di Luca che poi risponde, ndr) Un grazie soprattutto a tutti coloro che fanno sì che questo sogno continui: i fans.

C’è una canzone che accompagnano la tua vita?
“La musica del postino”?!

Per chiudere, oltre ai tuoi programmi, quali sono gli obiettivi che ti poni a livello artistico e professionale, per considerarti pienamente realizzato?
Una buona parte dei miei obiettivi l’ho raggiunta; gli altri che ho (in entrambi i casi), diciamo che per scaramanzia, li tengo da parte ma spero si realizzino. Per quelli che invece ho già concretizzato, sono felicissimo, perché erano i più importanti, soprattutto i primi.

Questo a livello artistico…
Certo, poi anche a livello personale, avevo degli obiettivi che ho raggiunti. Un prossimo obiettivo, magari un domani, sarà quello di costruirmi una famiglia.


fonte:babylonbus